Fra il dilagare di cartellonismi populisti, in un'epoca di macchinosi filosofemi una pittura come quella di Carlo Toffolo assume la fragranza di una ventata di aria pura. Timbri cromatici, succosi e venezianeschi e un certo gusto patetico che sembra risalire al primo timido romanticismo ottocentesco si fondono in un suo stile personale. Pronto a cogliere il "caratteristico", di ogni luogo, di ogni momento, da subito mano alle tele che arricchisce di umori vitali, ma qualche volta non sa resistere alla tentazione di trasfigurarle in fantasie di sogno ad occhi aperti (si vedano le sensibilissime trasposizioni melodiche delle vedute di Pisa e Venezia).
Perché è un "indisciplinato," che vuol "vedere," senza impacci di formule e di imparaticci, vedere e cogliere la realtà, i cieli con i loro giuochi infiniti…dipinge all'impressionista abbozzando direttamente col pennello, immergendo direttamente le figure nell'atmosfera ambientale senza preoccuparsi di contorni netti, moltiplicando gli strati di colore sulle tele, fino a raggiungere quella fusa immediatezza emotiva che scaturisce da ammirabili accordi cromatici.
La sua tecnica pittorica gli è perfettamente congeniale, per la sua tendenza alle sfocature delicate e preziose: vi apporta intelligenti innovazioni: carpisce dal vero grandi ritratti di paesaggi segnati come le figure di sottile introspezione psicologica.
Magistrale disegnatore, Carlo Toffolo evoca col pennello larvate reminiscenze barocche con segni sensuosi e cattivanti per i melodici andamenti che trasformano la grafia in colore. Studiando le sue tele vi vediamo praticata la giustapposizione di tinte pure quando è necessario ottenere una nota splendente e, più spesso, toni mischiati sulla tavolozza in disfatte armonie cromatiche. Emotivamente partecipe ai drammi di alcune evocazioni religiose, indulge anche a crudeli deformazioni in certe tragiche composizioni, studiate a lungo su precedenti bozzetti, in cui raggiunge effetti di autentico pathos trascritto in esacerbate caratterizzazioni fisionomiche (si veda ad esempio, la scena della folla attonita che osserva un cadavere steso nella polvere della strada). Artista degli umori complessi, Carlo Toffolo partecipa in modo vivo all'azione delle sue immaginifiche scenografie dimostrando un autentico ed incondizionato interesse per le possibilità di enunciazione di quella pittura che egli crede mantenga ancora intatti i suoi valori rappresentativi ed etici.