Nell'arte di Carlo Toffolo c'è sempre una forte carica espressiva, una urgenza di comunicare nella maniera più diretta e spontanea che gli è possibile un contenuto etico, o uno stato d'animo, i quali stimolano fortemente, a volte direi che premono sul suo mondo interiore sino alla passione. Da ciò la foga che rende animato e fermentante il suo discorso plastico, il suo modo di estrinsecarlo fremente, abbandonato, ricco di insolite soluzioni e talora abbreviato, ridotto all'essenziale.
Uno spontaneo, nativo espressionismo, che tuttavia ha poco di quello nordico e di adesione a schemi di cultura, essendo piuttosto il risultato di empito ispirativo e di una sincera vitalità emotiva, lo porta alla comunicazione subitanea e diretta, sostanzialmente lirica della immagine, che la visione gli formula nella mente e nell'occhio. I suoi larghi mezzi disegnativi e pittorici, ma disegnativi in particolare, gli consentono di parlare un linguaggio che oltre a conservare intatte la genuinità e la rapidità della espressione, mette in risalto nella maniera da lui ambita, la immediatezza e la personalità che egli imprime al suo messaggio. Nella sua sensibilità e ricettività, Toffolo riesce in una tematica molto varia, che sa costantemente improntare della propria impegnata individualità e perciò della propria interpretazione della natura, dei sentimenti, degli eventi cui si ispira. Siamo dunque di fronte a un artista che alla variabilità degli umori - dal drammatico al fantastico - riesce a fare corrispondere una variabilità della tematica e della invenzione plastica. Ma egli sa serbarsi in ogni caso unito e coerente come concetto dello stile espressivo, pure aderendo e rendendo le diverse emozioni in lui cagionate del motivo ispiratore. A proposito di questo ultimo vale notare come egli ne prenda possesso con estrema franchezza e grande capacità metamorfica e poetica del dato naturale in esso contenuto.
Disegnatore largo, abile, risoluto e molto conclusivo ha un segno ampio e scorrevole, impetuoso nello scatto. La sua grafia ha una caratteristica per la quale sul bianco del foglio evoca prontamente e dinamicamente le forme senza pedanterie e nel dipinto sa integrare, o anche sostituirsi agevolmente, alla cromia, con risultati notevoli di stacchi e contrasti di luce. La sua tavolozza predilige pochi e opportunamente scelti colori, ma per la elaborazione che di essi egli fa, risulta doviziosa e comunque molto efficace nelle timbrature, negli accordi e nelle intonazioni. A questo fa riscontro una adeguata materia che talvolta può non essere decantata fino in fondo ma è costantemente ricca di vibrazioni, lievitante e perciò ben sostiene anche certe disfatte armonie e certi spunti enarmonici che sono nella tramatura cromatica. Nel suo complesso la pittura di questo artista, continuamente presente nell'aura di romantico trasporto, e di ricerca anche travagliata, che regna nelle sue immagini, ha un profondo senso di vero pathos e si rivela densa di un'originale e viva suggestione pittorica e spirituale.