Mormino - Carlo Toffolo

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La critica
PAESAGGIO E SOGNO

Dopo tante avventure, ce ne siamo accorti: la pittura tradizionale, la pittura che s'ispira alla realtà, ha ancora un posto notevole (preponderante, anzi) nel panorama artistico contemporaneo. Certo, non si presta alle speculazioni, non favorisce gli inganni. E' scomoda, insomma, terribilmente scomoda. Proprio per questo, la nostra ammirazione va a chi trascura gli allettamenti del « nuovo a tutti i costi » per seguire i suoi sentimenti, le sue emozioni.

E' il caso di Carlo Toffolo, pittore che si presenta per la prima volta al grosso pubblico ma che ha tutte le carte in regola. Il suo impegno riguarda in prevalenza il paesaggio. Egli «sente» case, fiumi, cieli e montagne come un rabdomante «sente» la vena d'acqua che corre sotto i suoi piedi. Si direbbe che tra lui e il paesaggio c'è una affinità elettiva. Trasformandola in immagini, l'artista sceglie i colori tenui, le tinte morbide, che esprimono alla perfezione il suo temperamento.

Nei quadri di Toffolo non c'è l'ombra della compiacenza. Mai una forzatura, mai un eccesso. Solo l'essenziale « passa » sulla tela, in un vasto arco commotivo capace di dare al visitatore di questa mostra insolite e toccanti suggestioni. Il discorso non cambia se dal paesaggio si passa alla figura, ch'è scarna, semplice, severa; ma carica di umori, di introspezione, di magia. E' proprio questa ricchezza inferiore che fa di Toffolo un pittore personalissimo, degno dell'attenzione della critica. Ma non sarà solo questo, il suo «premio». Egli merita anche il riconoscimento - e vorremmo dire l'affetto - del pubblico, perché la devozione che porta alla pittura è veramente commovente.

Ignazio Mormino
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