Dinanzi alle tele di questo pittore, al suo modo di concepirle, di armonizzarle, di esprimerle attraverso la composizione, i toni (quasi sempre gli stessi) sentiamo di trovarci di fronte ad un artista d'inconfondibile personalità. Introverso per natura, il Toffolo ricrea nel quadro il suo intimo mondo dando origine a una pittura in cui queste visioni vengono colte nella loro essenza. Così nascono accostamenti di colore taglienti, risonanti ma limpidi, unitamente a raccordi morbidi e chiari. Una stesura impetuosa fatta di improvvise e nervose variazioni, come nel quadro « Giuda », ad esempio, ove la terribile figura del traditore viene illuminata dall'alto da una luce, come un grande sole che rischiara le tenebre. Nato figurativo, allievo dell'illustre Usellini, il Toffolo si muove però con libertà che piega ad ogni espressione e che lo ha fatto giungere a un potere di sintesi di felice conclusione. La materia tonale, gli effetti rapidi di luce-ombra sono il segno di un estro vivace e di una pittura sensibile che assoggetta alla sua forza il concetto umanistico come dimensione inalienabile e primaria di riferimento. Così sono nati i quadri «Solitudine», «Maternità», «II pescatore», «Raccoglimento», intensi nelle loro scavate espressioni. Anche i paesaggi, vedi le stupende Venezie, hanno illuminazioni cromatiche splendide e pure esse una carica emotiva, come anche le rarissime « nature morte » ove però si trovano i segni emozionali connaturati nel suo intimo sentire e inseriti in una composizione, diciamo fuori del tempo, che fa acquistare al dipinto una dimensione del tutto nuova. Anche per i soggetti religiosi egli sa cogliere aspetti di umanità sofferente ma sempre illuminati dalla fede e da un chiarore di speranza.
Come il suo grande Maestro anch'egli si è cimentato con l'affresco. Notevoli quelli eseguiti all'Università di Padova. La suggestione del colore, certi rossi accostati a neri e bianchi, l'attaccamento alla tematica carica di aneliti umani e comunicativi sono l'imprescindibile motivazione che lo porta ad esprimersi, a dare un senso particolare alla sua arte e una dimensione narrativa che accoglie le sue emozioni più vere del sentire, proclive al drammatico, ma sempre sorrette dal raggio d'una fede inconcussa e piena di speranza.
I suoi quadri comprendono insieme ombra e luce, spirito e materia, e ci fanno credere nei valori assoluti ed eterni dell'arte come mezzo di elevazione spirituale e di comunicazione universale.