Vice - Carlo Toffolo

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La critica
Da "L'Eco di Bergamo"

Lavorando con i pennelli oppure soltanto con il carboncino o la matita, questo artista sa infondere alle sue opere tutta la forza di uno stile e di una espressione che è valida sul piano tecnico e su quello interpretativo. Si osservi come è « pronto » nella stesura, come i suoi tratti siano un solo getto di linea e di colore senza ripensamenti e senza ritorni. Egli butta sulla tela o sul foglio da disegno tutto quello che può provare dentro di sé con la immediatezza di un impressionista quasi con il timore di non giungere in tempo a « fermare » quei gialli di sole o quelle « biacche » di onda schiumosa che si intrecciano con i toni più freddi o più caldi dando a credere che per lui non esista il problema dell'armonia cromatica dell'accostamento dei toni e dei piani. Ma Toffolo piace proprio per questo. Vorremmo dire che se gli mancasse questa spontaneità, così gioiosa, festosa in un altro senso, in una cornice di colori nemmeno troppo ricca (vediamo che ricompaiono quasi sempre quelle tonalità, con insistenza addirittura) ma più tuttavia esuberante, non potremmo trarre di lui le caratteristiche che lo qualificano tra i pittori contemporanei più ricchi di carica emotiva.
... pensiamo che Toffolo abbia un animo in continua eruzione, come un vulcano che manda lapilli in ogni direzione; è disordinato se vogliamo, ma nell'insieme lo spettacolo incanta e appassiona proprio per la varietà disordinata che può riuscire anche armoniosa nel contesto dei colori, nella bellezza dell'originalità.

Alberto Vice
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